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Standard di competenze A. Livello 4.

Utilizza informazioni/ strumenti matematici e statistici per analizzare problemi economici su larga scala (bilanci, costo della vita..). Confronta, integra informazioni/esperienze personali con dati statistico-economici.

 

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Termini statistici ed economici.

4.1 Comprende il significato di termini statistici (campione di riferimento, popolazione, media, moda);

Sostituisci al posto dei puntini il termine esatto tra quelli scritti sopra:

L’ISTAT, acronimo di Istituto Nazionale di Statistica, vuole indagare una …., formata dalle case costruite a Roma tra il 1950 e il 1960 per studiare varie loro caratteristiche. Viene scelto un ….., composto da 1000 abitazioni situate in diversi quartieri. I dati raccolti, analizzati rispetto l’anno di costruzione, mostrano che le case che non hanno l’ascensore sono in …. 25.000.   Mentre la ….., cioè il numero che compare più spesso, rispetto ai piani che compongono le case è 5.

4.2 comprende il significato di termini economici (indice, paniere, inflazione, prodotto lordo).

Trova su internet la definizione di indice (indicatore) del costo della vita, questo indice si può chiamare con un altro nome, quale? Col passare dei mesi questo valore dell’indice come può cambiare? Riesci a calcolare on line la variazione percentuale da Gennaio 2010 a Gennaio 2014?

Leggi questo articolo  e definisci cosa è il paniere e cosa è l’inflazione.

Cosa significa l’acronimo PIL? Leggi questo articolo e riassumi i tre modi in cui si può calcolare un PIL.

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Calcoli.

4.3 confronta, ordina, seleziona numeri interi, decimali, frazioni.

Numeri decimali

Per facilitare il confronto tra numeri decimali è utile scriverli con lo stesso numero di cifre decimali. Es. qual è il maggiore tra 2,3 e 2,29? 2,30 e 2,29
2,30 (2,3) > 2,29.

Metti in ordine crescente ( dal più piccolo al più grande ) i seguenti numeri:
4              5 3,9             3,85          4,01            4,2            4,35.

Metti in ordine decrescente ( dal più grande al più piccolo)
5,9        5,93,             6              6,02            6,002        5,093            5,009.

Standard di competenze A. Frazioni

Una frazione è un numero così scritto:

 3

——   

 4

il numero sotto la linea si chiama denominatore e dice in quante parti uguali va divisa l’unità o un totale, la linea di frazione può essere interpretata  come una linea di divisione, il numero sopra la linea si chiama numeratore e indica quante di queste parti uguali si devono prendere. Sul computer scriviamo 3/4 che si legge tre quarti.

Se la totalità è una figura geometrica, come ad esempio  il rombo, i suoi 3/4 dicono che il rombo va diviso in 4 parti uguali e di queste se ne prendono 3.

standard di competenze a

 

Se la totalità è un numero questo va diviso per il numeratore e il risultato moltiplicato per il numeratore, oppure si moltiplica il numero per il numeratore e poi si divide per il denominatore.
Es: 3/4 di 20             (20: 4 ) x 3 = 5 x 3 = 15             ( 20 x 3 ) : 4 = 60 : 4 = 15.
Per confrontare frazioni con lo stesso denominatore si confrontano i rispettivi numeratori.

Leggi e metti in ordine decrescente  4/9    12/9    2/9   3/9.

Per confrontare frazioni con lo stesso numeratore si confrontano i rispettivi denominatori. Sarà più grande la frazione con denominatore più piccolo.

Leggi e metti in ordine crescente  7/9    7/11   7/10   7/12.

Se le frazioni hanno denominatore diverso si deve fare in modo che esse siano scritte con lo stesso denominatore e per questo si deve sapere come si calcola il minimo comune multiplo.
Facciamo un esempio con frazioni base ridotte ai minimi termini ( non si può dividere numeratore e il denominatore per uno stesso numero, ma solo per 1,  ) vogliamo confrontare  3/4   2/3   e 4/5.

Moltiplichiamo i denominatori 4 x 3 x 5 = 60 ( in questo caso coincide con il loro minimo comune multiplo ) che sarà il nuovo denominatore delle 3 frazioni. Per calcolare il nuovo numeratore di ogni frazione, si divida 60 per il denominatore e poi si moltiplica per il rispettivo numeratore:

( 60 : 4 ) x 3 = 15 x 3 =  45                        3/4  = 45/60

( 60 : 3 ) x 2 = 20 x 2 = 40                        2/3 =  40/60

( 60 : 5 ) x 4 = 12 x 4 = 48                          4/5 = 48 / 60.

Quindi confrontando i numeratori 40 < 45 < 48 si ha
2/3  < 3/4   <  4/5.

Confronta seguendo il procedimento precedente

1/3      4/7      3/5.

Standard di competenze A.

4.5 calcola problemi diretti e inversi con proporzioni e percentuali.

Una proporzione è un’uguaglianza fra due rapporti, pertanto si scrive come

a : b = c : d

e si legge  a sta a b come c sta a ( in pratica il segno diviso : si legge “sta a” e il segno = si legge “come”).

I termini a e d si dicono estremi ( il primo e il quarto) , i termini b e c si dicono medi ( il secondo e il terzo).

Proprietà fondamentale. In una proporzione il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi:

Se a : b = c : d allora  a x d = b x c

Risolvere una proporzione: calcolo del quarto proporzionale.

Il quarto proporzionale è un elemento incognito ( che non si conosce ) di una proporzione esso si indica con la lettera X, può occupare una qualsiasi delle quattro posizioni e si ricava nel seguente modo:

a : b = c : X    ⇒       X =    b *  c   / a

In generale se l’elemento incognito è un medio occorre moltiplicare gli estremi e dividere per l’altro medio. Viceversa se l’incognita è un estremo si moltiplicano i medi e si divide per l’altro estremo.
Si può calcolare prima la divisione o prima la moltiplicazione perché il risultato non cambia.

21 : X = 7 : 10     X=  21 * 10 / 7  = 210 / 7  = 30  oppure X = 21/7 * 10 = 3 * 10 = 30

Calcola il quarto proporzionale delle seguenti proporzioni:
X : 2 = 15 : 4          9 : 15 = :  45

Standard di competenze A. Risolvere problemi sulla percentuale.

Una percentuale si può calcolare con una proporzione:
Si può avere un problema diretto, cioè conosco il tasso e il Totale e devo calcolare la parte del Totale.

tasso% di un Totale    tasso : 100 = X : Totale

Esempio 15% di 2500.

15 : 100 = X : 2500

X = 15 * 2500 / 100 = 15 * 25 = 375

Oppure si possono avere due problemi inversi:

1) Conosco il tasso e la parte del Totale e devo calcolare il Totale.
Esempio il 5% di un Totale è 12, quanto è il Totale

5 : 100 = 12 : X  

= 100 * 12 / 5 = 20 * 12 = 240

2) Conosco la parte di un Totale ed il Totale devo calcolare il tasso.
Esempio 350 su 1000 che tasso percentuale è?

350 : 1000 = X : 100

X = 350 * 100 / 1000 = 35

In generale la proporzione è:
tasso : 100 = parte : Totale

Un computer costa 750 euro  più IVA ( tassa, imposta sul valore aggiunto ) è del 22%, calcola quanto é il prezzo finale.
Su 60.000 operai 12.000 guadagnano 950 euro al mese che tasso percentuale è ?
Nell’articolo di un giornale leggiamo che nel 2013 le imprese che hanno chiuso in Italia sono 36.000, che corrisponde al 9% del totale. Quante imprese in totale c’erano nel 2013?

4.6 rappresenta, risolve problemi con modalità diverse.

Una famiglia italiana composta da tre persone ha 2400 euro al mese di entrate,  per le spese alimentari che corrispondono al 12% delle sue entrate. Ricordando che la percentuale può corrispondere a una frazione, a un numero decimale oppure ad una proporzione risolvi il problema con i tre modi possibili.

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Leggere testi multipli.

4.7 descrive sinteticamente il significato complessivo di testi, articoli, tabelle, grafici; analizza l’andamento di un fenomeno (problemi economici).

A) articolo di giornale.

Leggi il seguente articolo di giornale.

” Mai così tanti disoccupati in Italia dal 2004. Sono 3,2 milioni,48mila in più rispetto ad agosto (+1,5%) e 58 mila in più (pari a un incremento dell’1,8%) rispetto a un anno fa.

L’Istat, che ha diffuso i dati sul mercato del lavoro aggiornati a fine settembre, rileva che il numero delle persone senza lavoro è il più alto dall’inizio delle serie storiche (2004, appunto).

Il tasso di disoccupazione si mantiene invece al 12,6%, lo 0,1% in più rispetto al mese prima. Si tratta di un livello record, ma già raggiunto più volte nel corso di quest’anno.

La situazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni appare in lieve miglioramento, almeno sul breve periodo: per loro il tasso si attesta al 42,9%, in calo dello 0,8 per cento su agosto.

Ma se il confronto è sui dodici mesi si registra ancora un aumento di ben 1,9 punti. A essere senza lavoro, in totale, sono in 698mila, 6mila in meno rispetto a agosto ma 30mila in più rispetto al settembre 2013.

È senza lavoro l’11,7% del totale della popolazione in questa fascia di età, cioè più di un giovane su dieci.

Tornando ai dati complessivi, a settembre gli occupati erano22,45 milioni, in crescita di 82mila unità su agosto e di 130mila su base annua (rispettivamente +0,4 e +0,6%).

Il tasso di occupazione sale di conseguenza al 55,9%, 0,5 punti in più su settembre 2013.

Nessuna contraddizione con l’aumento parallelo dei disoccupati: dietro, spiega l’istituto di statistica, ci sono l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro e il calo delle persone inattive.

Come dire che chi in passato aveva rinunciato a cercare lavoro (ed era dunque catalogato tra gli inattivi) si sta riaffacciando sul mercato. Andando, a seconda dei casi, ad allargare le fila degli occupati o dei disoccupati.

Il numero degli individui inattivi (né al lavoro, né in cerca di occupazione) tra i 15 e i 64 anni diminuisce infatti dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto a settembre 2013.

Il tasso di inattività, pari a 35,9%, cala di 0,3 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,7 punti su base annua.

Scegli un titolo ( di cosa parla) per l’articolo usando anche i dati statistici significativi ( indici Istat).

Standard di competenze A.
B) Tabelle

Che cosa rappresenta la seguente tabella? A che anno si riferisce, come è stata suddivisa l’Italia? Perché il totale è sempre 100, e con quale calcolo si ottiene? Che significa Altro ( b )?

Quanti bambini del Mezzogiorno hanno in percentuale entrambi i genitori? Nella colonna”  un solo genitore” c’è il valore 17,4, a chi si riferisce?

standard di competenze a

 

C) grafici

Il grafico seguente rappresenta il tasso percentuale di disoccupazione in Italia ( fonte ISTAT ) da agosto 2013 ad agosto 2014. In che mese si è avuto il valore massimo, tra quali mesi il valore è rimasto costante, in che mesi  si è avuto il valore minimo?

 

disoccupazione_italia

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Il bilancio familiare.

4.8 rappresenta “entrate”/“uscite”, “attivi”/”passivi” con notazione intera.

Per  notazione intera in base 10 si intende la rappresentazione di quantità con numeri relativi ( positive o negative). Questo ci obbliga ad utilizzare un simbolo aggiuntivo, il segno “meno” (“−”) per rappresentare numeri negativi, con la convenzione che se tale segno non é presente il numero è da considerare positivo. Si usano quindi undici simboli diversi (in alternativa si aggiunge un dodicesimo segno, il “+”, che però non è necessario).
Si possono rappresentare le uscite ed i passivi anche scrivendole col colore rosso e le entrate e le uscite con colore nero, in questo caso bastano dieci simboli, cioè le cifre del sistema di numerazione decimale.

Rappresenta nei due modi possibili:
Entrate: venti euro, duemila sette centesimi di euro  un milione quattro mila cinque centesimi.
Uscite: cinquanta euro, centodue mila e quindici centesimi, un miliardo tre milioni ventimila.

4.9 calcola operazioni con notazione intera (bilanci).

Calcola il saldo del bilancio familiare del mese di Gennaio.

 

bilancio_familiare

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Analisi statistiche.

4.10 comprende il meccanismo di calcolo di indici (costo della vita).

 

indice_prezzi_al_consumo

Che significa base anno 2010 = 100? Di quanto è aumentato in percentuale il costo della vita da gennaio 2011 a gennaio 2014? E dal 2012 al 2013?

Standard di competenze A.

4.11 rappresenta, calcola rapporti e indici con percentuali;

Dal sito tuttitalia basato su dati ISTAT

A) calcolo rapporti

L’analisi della struttura per età di una popolazione considera tre fasce di età: giovani 0-14 anni, adulti 15-64 anni e anziani 65 anni ed oltre.

In base alle diverse proporzioni fra tali fasce di età, la struttura di una popolazione viene definita di tipo progressiva, stazionariaregressiva a seconda che la popolazione giovane sia maggiore, equivalente o minore di quella anziana.
Lo studio di tali rapporti è importante per valutare alcuni impatti sul sistema sociale, ad esempio sul sistema lavorativo o su quello sanitario.

standard di competenze a

Calcola il numero di adulti nel 2012 ricavando il numero totale dei residenti dalla tabella successiva. Su 100000 residenti nel 2002 quanti erano i giovani?

Standard di competenze A.
B) calcolo indici

L’indice di vecchiaia rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. Misura il rapporto percentuale tra il numero degli ultra-sessantacinquenni ( che hanno più di 65 anni)  ed il numero dei giovani con meno di 15 anni, cioè quanti anziani ci sono ogni 100 giovani.

Data la seguente tabella

 

indici_demografici

Calcolando il rapporto tra abitanti con più di 65 anni e abitanti con meno di 15 anni nel 2014 si ha 1,54 circa, dunque:  nel 2014 l’indice di vecchiaia per l’Italia dice che ci sono 154,1 anziani ogni 100 giovani.
Calcola l’indice di vecchiaia per l’anno 2002, usando il calcolatore.

C) calcolo rapporti percentuali.

Indice di ricambio della popolazione attiva.

Rappresenta il rapporto percentuale tra la fascia di popolazione che sta per andare in pensione (55-64 anni) e quella che sta per entrare nel mondo del lavoro (15-24 anni).

La popolazione attiva è tanto più giovane quanto più l’indicatore è minore di 100. Ad esempio, in Italia nel 2014 l’indice di ricambio è 126,8 e significa che la popolazione in età lavorativa è molto anziana.

Esprimi il ricambio della popolazione attiva prima come rapporto e poi come indice percentuale per l’anno 2013.

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Utilizzare formule.

4.12 calcola tassi di aumento/diminuzione con percentuali ed indici (prezzi).

Per calcolare la variazione percentuale occorre prima trovare il rapporto percentuale tra dato finale e dato iniziale e, poi, quanti centesimi in più (nel caso di aumento) o in meno (nel caso di diminuzione) vi sono rispetto al 100%. In formule:

rapporto percentuale = dato finale:dato iniziale x 100

variazione percentuale = rapporto percentuale – 100.

Esempio.
rapporto percentuale = 120/80×100 = 150
variazione percentuale = 150-100 = 50
vi è stato un aumento del 50%

Calcola con la calcolatrice  i tassi di aumento o diminuzione.

standard di competenze a

 

4.13 comprende brevi calcoli letterali e sa sostituire termini noti;

Applicare una formula significa sostituire ai termini noti ( grandezze conosciute ) i valori numerici dati e poi eseguire le operazioni indicate nella formula per calcolare il termine incognito ( la grandezza non conosciuta).

In genere il termine incognito viene scritto a sinistra del segno di uguaglianza.

Sia data la formula A = b * h dove A è l’area di un rettangolo, b la sua base ed h la sua altezza, applicala nel caso che b = 2,5 m ed h= 3 m.
Sia data la formula p = b + h dove p è il semiperimetro ( mezzo perimetro ) di un rettangolo, applicala nel caso che b= 2,3 m ed h=1,09 m.
Sia data la formula P = tasso% T  = tasso/100 * T, dove P è la parte di un totale, tasso% è un tasso percentuale e T è un Totale, applicala nel caso tasso% = 0,05% e T= 2500.
Mantenendo costante ( un valore che non cambia) il tasso% = 0,05 %, se il Totale raddoppia quanto viene P? Se il Totale triplica quanto viene P?

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Economia.

4.14 comprende, interpreta formule e funzioni (relazioni economiche, parametri del patto di stabilità..);

A) Leggi e comprendi il seguente esercizio:

Un risparmiatore versa presso un istituto di credito 2 500 euro. Si conviene che tale capitale venga remunerato in regime di interesse semplice al tasso annuo i = 2.1 %. Determinare gli interessi maturati dopo 7 mesi.
Soluzione.

In regime di interesse semplice, l’interesse viene calcolato in base alla formula I = C * i * t ,
dove C `e capitale iniziale, i il tasso annuo e t la durata dell’operazione espressa in anni.
Nel caso il tempo sia espresso in mesi (m), tale formula diviene
I = C * i *  m/ 12.
Sostituendo i dati dell’esercizio nella formula precedente, si ottiene
I = 2 500 · 0.021 · 7 / 12 = 367.50 €.

L’interesse viene detto semplice quando è proporzionale al capitale e al tempo.
Il Capitale, indicato con C, sono i soldi che verso sul libretto;, il tasso di interesse annuo, indicato con i ,  è la percentuale del capitale che l’istituto bancario mi da in un anno; il tempo, indicato con t,  può essere inferiore o superiore ad un anno, è la durata in cui tengo i soldi nel conto. L’interesse, indicato con I è il totale dei soldi che ricevo in relazione al tempo che dura il deposito in banca. Il montante, indicato con M, è il denaro che ho sommando il capitale iniziale e gli interessi maturati.

Valgono le seguenti formule:
Interesse (I) = C * i * t
Montante (M)= C + I.

Risolvi questo problema usando le formule. Deposito in un libretto postale 15000 euro, la posta mi da un interesse annuo dello 0,9 %  . Quanto avrò di interesse e quanto sarà il mio montante dopo un anno ?

Il capitale iniziale C è il valore del capitale impiegato all’inizio dell’operazione finanziaria , cioè il capitale che frutterà un certo interesse.
L’interesse I è il compenso che spetta a chi presta un certo capitale C per un tempo t , ad un certo tasso di interesse.
Si chiama tasso di interesse unitario annuo , e si  indica con i , l’interesse prodotto in 1 anno dal capitale unitario di 1 € .
Si chiama  tasso di interesse percentuale annuo , e si  indica con r, l’interesse prodotto in 1 anno dal capitale di 100 €.
Si chiama montante o valore finale  M , il valore del capitale C al quale è stato aggiunto l’interesse I.

M = C + I.

Nella capitalizzazione semplice , l’interesse I è direttamente proporzionale al capitale C , al tasso i , al tempo t . Pertanto si calcola con la formula :  I = C * i * t  ( si utilizza quando il tasso è annuo e il tempo è espresso in anni )

  • Se il tempo è in anni e mesi  I = C * i * t/12
  • Se il tempo è in anni, mesi e giorni  I =  C * i * t/360  ( si intende  anno commerciale di 360 giorni).

Risolvi il seguente problema. Se deposito 1000 euro al tasso di interesse annuo dello 0,8 %, dopo quattro mesi quanto è l’interesse? E dopo 120 giorni?

Standard di competenze A. Conti pubblici

B) Il Patto di Stabilità è stato pensato dall’Unione Europea per tenere sotto controllo i conti pubblici degli Stati appartenenti all’area Euro, con l’obiettivo di ridurre i deficit e i debiti accumulati negli anni e risanare così le finanze pubbliche.

L’Europa ha posto degli obiettivi; come raggiungerli è una scelta che compete ai singoli Stati.

Quando si parla di conti pubblici non ci si riferisce solo a quelli degli Stati centrali, ma sono compresi anche quelli degli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni, ecc.).

Per questo il Patto di Stabilità produce effetti anche per questi enti.

Il patto di stabilità prevede che tutti gli Stati membri che abbiano deciso di adottare l’euro rispettino i seguenti parametri  relativi al bilancio dello Stato, ovvero:
– Deficit pubblico non superiore al 3 per cento del Pil.
– Debito pubblico al di sotto del 60 per cento del Pil o, nell’ipotesi  in cui il rapporto sia superiore, debito pubblico tendente alla riconduzione al di sotto di tale soglia.

Da wikipedia:

Standard di competenze A. Il disavanzo statale o deficit pubblico

In economia ed in particolare nella contabilità di Stato, indica l’ammontare della spesa a carico del bilancio dello Stato non coperta dalle entrate, ovvero quella situazione economica dei conti statali in cui, in un dato periodo, le uscite dello Stato superano le entrate.
Il prodotto interno lordo (PIL) è il valore monetario totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un periodo di tempo, generalmente un anno, e destinati al consumo dell’acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali).

Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

Il debito pubblico in economia è il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri quali individui,imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato nell’acquisizione di obbligazioni o titoli di stato(in Italia BOT, BTP, CCT, CTZ e altri) destinati a coprire il disavanzo del fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l’eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato.

Nel 2013 il rapporto deficit/Pil registrato dall’Italia è stato pari al 2,8% mentre il debito pubblico si è attestato al 127,9% del Pil. Il valore assoluto del Prodotto interno lordo italiano nel 2013 risulta pari a 1.618.904 milioni di euro.
L’ultimo bollettino statistico diffuso da Eurostat aggiorna anche il quadro europeo. Sempre con riferimento all’anno 2013, il deficit pubblico dei 18 paesi dell’Eurozona si è attestato al 2,9% del Pil (in calo rispetto al 3,6% del 2012) con un rapporto debito/Pil salito al 90,9% dall’89% dell’anno precedente. L’anno passato, il deficit dei 28 paesi membri.
Fonte il quotidiano che si occupa di economia Il Sole 24 Ore

Standard di competenze A. Istituto Italiano di Statistica

L’Istat ha comunicato che nel 2013 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.618.904 milioni di euro correnti, con una riduzione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è diminuito dell’1,9%. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è risultato pari a -2,8%.
Fonte soldi on line Leggi tutto:

Il valore  ( Fonte Dipartimento del Tesoro ) del debito pubblico e del PIL si riferisce al 31 dicembre di ciascun anno.

Anno Debito Pubblico (milioni di €) PIL (milioni di €)
2010 1.851.256 1.551.886
2011 1.907.564 1.579.946
2012 1.989.473 1.566.912
2013 2.069.216 1.560.024

Verifica i seguenti calcoli per il 2013 ( usa la calcolatrice, i valori saranno approssimati )

Debito /  PIL =  127, 9 %

Deficit / PIL =  2,8 %   da cui  Deficit = 2,8 % PIL

Calcola il Deficit sapendo che il PIL nel 2013 è stato 1.560.024 milioni di euro.

Standard di competenze A.  Esercizi tipo LIVELLO 4. Compilare moduli.

4.15 interpreta, compila diversi tipi di formulari (moduli di versamento,  pagamento, fatture, ordini di acquisto);

A) Devi versare in banca sul tuo conto corrente bancario: un’assegno da 2000 euro e 5000 euro in contanti con banconote di questo taglio 4 da 500 euro, 5 da 200 euro, 10 da cento euro, 20 da cinquanta euro. Compila il modulo di versamento, leggi prima le istruzioni su questo sito.

standard di competenze a

 

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B) Vuoi ricaricare la tua carta Postapay ( leggi cosa è ) con 50 euro: compila il bollettino seguente ( leggi come fare )

standard di competenze a

 

C) Un negozio all’ingrosso di materiale informatico emette questa fattura ( leggi le istruzioni qui ) di vendita per un negozio al dettaglio.

 

fattura_pc

Calcola il prezzo totale compreso di IVA. Verifica che l’importo escluso IVA del totale dei 100 teli copri monitor, si calcola prima scontando il 5% dall’importo e poi dal risultato ottenuto si sconta ancora il 2%.

Standard di competenze A.  Esercizi tipo LIVELLO 4. Lettura, comprensione, ricerca di informazioni.

4.16 legge, commenta, ricava opinioni da articoli di tipo statistico economico (quotidiani, riviste non specializzati); ricerca documentazione.

Commenta il seguente articolo di giornale.

Povertà, Istat: “Il 28% degli italiani a rischio”. Metà prende meno di 2 mila euro

Dal rapporto su Reddito e condizioni di vita emerge che l’indicatore è sceso rispetto al 2012, ma è peggiorato per le famiglie numerose. Il 20% più ricco delle famiglie residenti percepisce il 37,7% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta solo il 7,9%

Standard di competenze A. Reddito e povertà delle famiglie in Italia

Il 28,4% dei residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale secondo la definizione adottata nell’ambito della strategia Europa 2020. Cioè è in una condizione di “grave deprivazione materiale” o “bassa intensità di lavoro”.

Il dato, relativo al 2013, arriva dall’Istat, che ha diffuso il rapporto annuale su Reddito e condizioni di vita. Il rischio povertà è in calo rispetto al 2012, ma sale per le famiglie numerose. Dal dossier dell’istituto di statistica emerge anche la metà delle famiglie ha percepito un reddito netto non superiore a 24.215 euro l’anno, pari a circa 2.017 euro al mese.

Ma, come sempre, nel Sud e nelle Isole va peggio: qui il 50% delle famiglie guadagna meno di 19.955 euro, vale a dire circa 1.663 euro mensili. Il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Mezzogiorno è pari al 74% di quello delle famiglie residenti al Nord.
L’indicatore relativo alla povertà è diminuito di 1,5 punti percentuali rispetto al 2012 in seguito della diminuzione della quota di persone in famiglie gravemente deprivate, che scende dal 14,5% al 12,4%.

Perché, fortunatamente, sono diminuiti dal 16,8 al 14,2% gli individui che riferiscono di non potersi permettere un pasto proteico adeguato ogni due giorni, quelli che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 42,5 al 40,3%) e quelli che non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (dal 21,2% al 19,1%).

Resta stabile, invece, la percentuale di residenti che vivono in famiglie a rischio di povertà (19,1%), mentre è in leggero aumento quella di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dal 10,3% all’11%).

Standard di competenze A. Popolazioni statistiche

Il rischio di povertà o esclusione sociale mostra però la diminuzione più accentuata al Centro e al Nord (-7,7% e -5,9% rispettivamente), mentre nel Mezzogiorno, dove si registra una diminuzione del 3,7%, il valore si attesta al 46,2%, più che doppio rispetto al resto del Paese.
Oltre che nel Sud e nelle Isole, l’Istat registra valori elevati dell’indicatore tra le famiglie numerose (39,8%), in cui lavora una sola persona (46,1%), con fonte di reddito principale proveniente da pensione o altri trasferimenti (34,9%) e tra quelle con altri redditi non provenienti da attività lavorativa (56,5%). Inoltre è più elevato tra le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo (30,3%) rispetto a quelle con reddito da lavoro dipendente (22,3%).
Rispetto al 2012, l’istituto segnala come il rischio di povertà o esclusione sociale diminuisca tra gli anziani soli (dal 38,0% al 32,2%), i genitori single (dal 41,7% al 38,3%), le coppie con un figlio (dal 24,3% al 21,7%), tra le famiglie con un minore (dal 29,1% al 26,8%) o con un anziano (dal 32,3% al 28,9%). Tra le famiglie con tre o più figli si osserva, invece, un peggioramento: dal 39,8% si sale al 43,7%, a seguito dell’aumento del rischio di povertà (dal 32,2% al 35,1%).
Quanto alla distribuzione dei redditi, il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,7% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta il 7,9%.

Differenze significative si registrano anche rispetto alla ripartizione geografica: il 37,1% delle famiglie residenti nel Sud e nelle Isole appartiene al quinto dei redditi più bassi, rispetto al 13,5% di quelle che vivono nel Centro e all’11,5% delle famiglie del Nord. Nello stesso tempo, nel Nord e nel Centro una famiglia su quattro appartiene al quinto più ricco della distribuzione, quello con i redditi più alti, rispetto all’8,5% di quelle che vivono nel Sud e nelle Isole.

Standard di competenze A. Esercizi tipo LIVELLO 4. Fare previsioni.

4.17 prefigura diversi scenari in base a dati statistico-economici.

Quando una Banca presta dei soldi lo fa chiedendo gli interessi sul debito. Quindi ogni anno il debito aumenta, sommando anche gli interessi sul debito.

Se una Banca richiede indietro i prestiti fatti ad un’impresa e questa non ha i soldi da restituire, la legge ( un giudice)  dichiara il fallimento del proprietario dell’impresa e stabilisce che lui deve vendere tutto quello che ha e darlo alla Banca e agli altri creditori.

Se l’imprenditore non ha abbastanza soldi da dare, la Banca rischia di non avere indietro tutti i soldi prestati, per questo la Banca chiede sempre una garanzia per fare dei prestiti.

Chi detiene il debito pubblico italiano?

La composizione degli oltre 2mila miliardi di debito pubblico con cui dobbiamo fare i conti è un pò cambiata. Intesa e Unicredit ne hanno in portafoglio 97 e 45 miliardi, mentre le banche estere dei Paesi membri detengono Btp, Bot e Ctz 156 miliardi di euro. Le più esposte su Roma con 65 miliardi sono Oltralpe.

In che caso lo Stato italiano potrebbe dichiarare fallimento?

Standard di competenze A. Debito pubblico, Istat: in quattro anni spesi per interessi 318 miliardi di euro

Nel 2010, su un debito che era di 1.851,26 miliardi, gli interessi passivi – nella versione che considera anche l’impatto delle operazioni sui derivati – sono ammontati a 71,15 miliardi, pari al 4,6% del Pil. Nel 2013 la cifra è salita a 82,04 miliardi (5,3% del Pil), su un debito cresciuto però a 2.069,21 miliardi.

Il patrimonio dello Stato Italiano è a garanzia del debito verso i creditori, che cosa succederebbe se lo Stato dichiarasse fallimento?

Uscire dall’euro?

” Tra gli oneri che gravano sul nostro sistema economico spicca l’elevato livello di debito pubblico, al di sopra del 130 per cento del Pil. Alti costi di servizio del debito si riflettono in alta tassazione, con conseguenze negative sull’attività economica. Senza una forte crescita del Pil, ridurre l’onere del debito è difficile. Come per qualunque debitore, esistono due modi per uscirne: stringendo la cinghia oppure dichiarando fallimento (default), rifiutandosi di pagare. ”

Chi è che stringerà la cinghia e farà sacrifici?

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