Il prisma e Castel del Monte: geometria. architettura, storia.

IL PRISMA E CASTEL DEL MONTE. La pianta ottagonale.

CASTEL DEL MONTE HA COME FONDAMENTA  DELLE ROCCE ( pietre), CHE IN MOLTI PUNTI ESCONO FUORI, ED È UNIVERSALMENTE ( a tutti ) NOTO (conosciuto ) PER LA SUA FORMA OTTAGONALE ( otto lati ed otto angoli ).

IL PRISMA E CASTEL DEL MONTE. La superficie laterale.

SU OGNUNO DEGLI OTTO SPIGOLI (le linee che chiudono l’ottagono) CI SONO OTTO TORRI DECORATE (fatte belle, decorare la casa) CON UNA CORNICE (dentro una cornice, per esempio, si può mettere una pittura o una foto) CHE SEGNA I TRE PIANI DEL CASTELLO, CI SONO OTTO FINESTRE NEL PIANO INFERIORE, SETTE NEL PIANO IN MEZZO ED UNA SOLA RIVOLTA VERSO LA CITTÀ ANDRIA, NEL PIANO SUPERIORE. LE TORRI HANNO LA FORMA DI UN PRISMA A BASE OTTAGONALE.

LE FORME GEOMETRICHE SI CARATTERIZZATO A SECONDA DELLA LORO DIMENSIONE.
LA NOSTRA VITA SI SVOLGE NELLO SPAZIO A TRE DIMENSIONI, E NEL TEMPO, CHE PUÒ ESSERE CONSIDERATA LA QUARTA DIMENSIONE. I CORPI SOLIDI OCCUPANO TRE DIMENSIONI: LUNGHEZZA, LARGHEZZA E ALTEZZA ( oppure profondità, il mare è profondo). ESSI POSSONO ESSERE SUDDIVISI IN DUE INSIEMI DIVERSI: I POLIEDRI, CHE SONO DELIMITATI DA SUPERFICI PIANE PIATTE ( TRIANGOLI, QUADRILATERI, POLIGONI CHE HANNO PIÙ DI QUATTRO LATI ) E I SOLIDI DI ROTAZIONE, CHE SI OTTENGONO ( si hanno, ottenere un risultato) FACENDO RUOTARE ( girare) UNA FIGURA PIANA INTORNO ( tenendo ferma ) UNA SUA LINEA, E SONO DELIMITATI DA SUPERFICI PIANE CURVE.

Il volume di un prisma retto. 

LA MISURA DELLO SPAZIO INTERNO (che sta dentro) A UN CORPO SOLIDO SI CHIAMA VOLUME.

UN PRISMA RETTO È UN POLIEDRO DELIMITATO DA DUE FACCE UGUALI E PARALLELE CHE SONO POLIGONI REGOLARI E CHE SONO DETTE BASI E DA FACCE LATERALI CHE SONO RETTANGOLI. IL POLIGONO CHE È LA BASE DEL PRISMA DETERMINA IL NUMERO DI FACCE LATERALI.

prisma castel del monte

UN PRISMA A BASE TRIANGOLARE DI MATERIA TRASPARENTE ( FA PASSARE LA LUCE COME IL VETRO) SI CHIAMA PRISMA OTTICO ( L’OTTICA È LA SCIENZA CHE STUDIA LA LUCE, UN NEGOZIO DI OTTICA VENDE OCCHIALI), CHE SCOMPONE LA LUCE BIANCA NEI SETTE COLORI ( I 7 COLORI DELL’ARCOBALENO) CHE LA COMPONGONO ( COMPORRE, FORMARE).

IL VOLUME (LO SPAZIO OCCUPATO) DI UN PRISMA SI CALCOLA MOLTIPLICANDO L’AREA DELLA BASE PER L’ALTEZZA DEL PRISMA. LE TORRI DI CASTEL DEL MONTE SONO ALTE 24 M E L’OTTAGONO DI BASE HA IL LATO CHE MISURA 2,70 M. ( FONTE WIKIPEDIA).

L’AREA DI UN POLIGONO REGOLARE (HA TUTTI I LATI UGUALI) SI OTTIENE MOLTIPLICANDO IL SEMI-PERIMETRO DI BASE (È LA METÀ DEL PERIMETRO, CHE È LA LUNGHEZZA DEL CONTORNO DI UNA FIGURA E SI CALCOLA SOMMANDO I LATI, OPPURE MOLTIPLICANDO LA LUNGHEZZA DI UN LATO PER IL NUMERO DEI LATI) PER L’APOTEMA. 

I CALCOLI

L’APOTEMA È L’ALTEZZA DI UNO DEGLI OTTO TRIANGOLINI UGUALI CHE FORMANO UN PARALLELOGRAMMA EQUIVALENTE ( STESSA AREA ) ALL’OTTAGONO E SI CALCOLA MOLTIPLICANDO LA LUNGHEZZA DEL LATO PER UN NUMERO FISSO CHE CAMBIA AL VARIARE DEI LATI DEL POLIGONO (QUESTO NUMERO PER L’OTTAGONO VALE 1,207, PIÙ PRECISAMENTE QUESTO NUMERO SI CALCOLA APPLICANDO IL TEOREMA DI PITAGORA: L’APOTEMA È UN CATETO DI UN TRIANGOLO RETTANGOLO CHE HA COME IPOTENUSA IL RAGGIO DELLA CIRCONFERENZA CIRCOSCRITTA ALL’OTTAGONO E COME ALTRO CATETO LA METÀ DEL LATO DELL’OTTAGONO).

APOTEMA (CASTEL DEL MONTE) = 2,7 X 1,207= 3,2589 m

AREA BASE= (2,70 X 8 : 2) X 3,2589 =10,8 X 3,2589 = 35,19612 m2

OPPURE L’AREA DI UN POLIGONO REGOLARE SI OTTIENE MOLTIPLICANDO IL QUADRATO DELLA MISURA DEL SUO LATO PER UNA COSTANTE DEL POLIGONO CONSIDERATO. (PER L’OTTAGONO VALE 4,828). AREA BASE=2,7 X 2,7 X 4,828= 7,29X4,828= 35,19612 mq

QUINDI IL VOLUME DI UNA TORRE DI CASTEL DEL MONTE È DATO DA 35,20 X 24=844,8 mc

IL PRISMA E CASTEL DEL MONTE. La moneta. 
prisma castel del monte

IL CASTELLO È RIPRODOTTO NELLA MONETA ITALIANA DA UN CENTESIMO DI EURO. RIPRENDIAMO LA SUA DESCRIZIONE DAL sito ufficiale.

IL PRISMA E CASTEL DEL MONTE. Il numero 8. 

Il numero otto si ritrova in molte parti che stanno dentro Castel del Monte. Gli studiosi dei misteri (mistero, non si sa perché, un significato misterioso, nascosto ) del Castello spiegano che l’ottagono può stare in mezzo tra un quadrato, simbolo della Terra, ed un cerchio simbolo del Cielo.

CASTEL DEL MONTE È UN CAPOLAVORO (un’opera di massima qualità, bellezza) E POSSIEDE ( ha) UN VALORE UNIVERSALE ( in tutto il mondo) ECCEZIONALE (fuori dal normale ) PER LA PERFEZIONE DELLE SUE FORME, L’ARMONIA ( parti disposte tra loro in proporzione, in accordo, in maniera perfetta, per formare un tutto, l’armonia di una musica è formata da note che sono in accordo ) E LA FUSIONE DI ELEMENTI ( unione di più parti in una solo ) ARCHITETTONICI ( l’architettura è l’arte nel costruire edifici, chiese, palazzi, ponti, castelli, abitazioni … ) CULTURALI VENUTI DAL NORD DELL’EUROPA, DAL MONDO MUSULMANO E DALL’ANTICHITÀ CLASSICA ( Greci e Romani).

CASTEL DEL MONTE. La storia. 

Federico II di Svevia (1194 -1250), imperatore normanno (i Normanni, uomini del Nord, erano di origine germanica) del Sacro Romano Impero e re del Regno di Sicilia fece costruire Castel del Monte.

La sua corte (le persone ospiti del Re) a Palermo fu il luogo d’incontro delle culture cristiana, araba, ebraica e greca. C’erano artisti e scienziati: matematici, come Leonardo Pisano detto il Fibonacci, famoso per aver portato il sistema di numerazione decimale in Europa e per la serie di numeri che porta il suo nome ( 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13 …ogni numero della serie è dato dalla somma dei due numeri precedenti) astronomi, filosofi, medici, musicisti, poeti (famosi perché diedero origine alla letteratura, cioè l’insieme delle opere scritte, italiana in lingua volgare), come Jacopo da Lentini, inventore del Sonetto (una poesia formata da quattordici versi in rima tra loro).

La caccia col falcone (un uccello predatore, come preda catturava altri animali), divertimento preferito da Federico, che scriveva anche poesie, era occasione di studio delle scienze naturali.

prisma castel del monte
NASCITA DELLA LINGUA ITALIANA
prisma castel del monte

L’Italia è uno stato unitario dal 1861 sotto la monarchia (governo di una sola persona, il re) dei Savoia ( nobili del Piemonte, Torino fu la prima capitale di Italia), ma l’unificazione politico-territoriale ( l’Italia come è adesso) fu completata tra il 1919 e il 1924, dopo la fine della prima guerra mondiale.

La lingua volgare era la lingua parlata dal volgo (popolo, gente comune, come sei volgare, una persona che dice parolacce) il latino era parlato dagli uomini colti (che hanno studiato). Per quanto riguarda gli inizi di una lingua letteraria con l’ambizione di essere “italiana”, dobbiamo attendere il XIII secolo, con la figura di San Francesco d’Assisi (1181-1226), (la sua poesia il Cantico delle Creature canta il mondo creato da Dio), e con la scuola poetica siciliana, che diede l’opportunità al volgare di diventare pregevole ( pregio, avere valore) e di essere degna (da premiare, comportamento dignitoso) della poesia.

La lingua volgare di Firenze, con il sommo poeta Dante Alighieri, riprodotto nella moneta italiana di due euro, è considerata la lingua volgare per eccellenza (la migliore).

“ INTORNO AL 1950, L’ITALIANO NON ERA ANCORA LA LINGUA DI TUTTI GLI ITALIANI. LA MAGGIOR PARTE DI LORO CONTINUAVA A COMUNICARE IN DIALETTO, L’UNICA LINGUA CHE CONOSCEVA. DAL 1950 A OGGI, LA CONOSCENZA E L’USO DELLA LINGUA ITALIANA SI SONO DIFFUSI GRAZIE ALLA SCUOLA, GRAZIE ALLO SVILUPPO ECONOMICO, MA SOPRATTUTTO GRAZIE ALLA TELEVISIONE.

ANCORA OGGI IN ITALIA SI PARLANO MOLTISSIMI DIALETTI (lingue parlate in piccoli paesi, in città, in provincie, in regioni), SE UN MILANESE PARLA IL SUO DIALETTO ALLORA UN ROMANO NON CAPISCE QUASI NULLA.

La poesia. 

I rappresentanti della poesia siciliana, cantarono in versi l’Amore cortese:

la Donna è bionda di capelli e chiara di pelle, lontana e inaccessibile, raffinata nell’educazione e nel costume, – intelligente; l’Amante è innamorato, ma mantiene gelosamente custodito nel suo cuore questo amore come un sentimento prezioso che affina il suo animo.
Nella poesia che segue il sentimento d’amore s’intreccia con il sentimento religioso, l’autore è Jacopo da Lentini, inventore del sonetto (una poesia formata da 14 versi che fanno rima coi versi successivi, cioè l’ultima parola finisce con le stesse lettere, divisi in blocchi di quattro versi, quartine, e di tre versi, terzine) usato poi da famosi poeti come Dante e Petrarca.” ( da Finestre sull’Arte, progetto di Federico Giannini e Ilaria Baratta, dal sito finestresullarte.info

Io m’aggio posto in coro a Dio servire

Io m’aggio posto in core a Dio servire,
com’io potesse gire in paradiso,
al santo loco ch’aggio audito dire,
u’ si manten sollazzo, gioco e riso.

Sanza mia donna non vi voria gire,
quella c’ha blonda testa e claro viso,
ché sanza lei non poteria gaudere,
estando da la mia donna diviso.

Ma non lo dico a tale intendimento,
perch’io peccato ci volesse fare;
se non veder lo suo bel portamento

e lo bel viso e ’l morbido sguardare:
ché lo mi teria in gran consolamento,
veggendo la mia donna in ghiora stare.

Io ho fatto proponimento, promessa, di servire Dio,
affinché io possa andare in Paradiso.
A quel santo luogo di cui ho sentito parlare,
dove dura ininterrottamente divertimento, gioco e riso.

Non vorrei andarvi senza la mia donna,
quella dalla chioma bionda ed il volto luminoso, la carnagione chiara
poiché senza di lei non potrei aver gioia,
essendo diviso dalla mia donna.

Ma non lo dico (non sto dicendo tutto questo)
allo scopo di voler peccare con lei,
bensì soltanto perché vorrei vedere il suo comportarsi bene, la sua dignitosa condotta,

e il suo bel viso e il dolce sguardo;
considererei ciò una grande consolazione,
vedere la mia donna nella gloria del paradiso.