La spirale e Boccioni: dallo statico al dinamico.

La spirale e Boccioni. Geometria e scultura.

Scrive Boccioni: “Per rendere (far vedere) un corpo in moto, io non do, certo, la traiettoria (il percorso in cui si muove) … ma mi sforzo (cerco) di fissare la forma che esprime la sua continuità (continuo, non si ferma) nello spazio“. E ancora: “Gli scultori tradizionali fanno girare la statua su se stessa davanti allo spettatore, e lo spettatore intorno alla statua. Ogni angolo visuale dello spettatore abbraccia (guarda) quindi un lato della statua o del gruppo e ciò non fa che aumentare l’immobilità (lo stare fermo, immobile) dell’opera scultoria. La mia costruzione architettonica a spirale crea invece davanti allo spettatore una continuità di forme che gli permette di seguire, attraverso la forma forza che scaturisce dalla forma-reale, una nuova linea chiusa che determina il corpo nei suoi moti materiali”.

la spirale e boccioni
La spirale e Boccioni. Le sequenze in natura e in matematica.

La spirale, quella curva piana che ha la proprietà di avvolgersi in infiniti giri intorno ad un punto, è una struttura onnipresente. Essa è una delle forme geometriche più diffuse in natura: dai fiori del girasole alle corna d’alcuni animali, dal moto dei cicloni alla molecola del DNA, dalle conchiglie alle galassie.

LA SPIRALE

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La spirale in Genetica.

Il DNA è la base fondamentale della vita, è una molecola che si trova all’interno di ogni cellula del corpo umano. E’ composto da cromosomi, che sono elementi più semplici, come se fossero gli anelli di una catena, che contengono tutte le informazioni genetiche che si trasmettono da un individuo (persona) all’altro (la genetica, dal greco antico ghénesis che significa «genesi, origine», è una parte della biologia, la scienza della vita che studia i caratteri che ereditiamo, riceviamo, dai nostri genitori, padre e madre). 

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Il DNA ha una struttura a doppia elica, costituita da due spirali che si intrecciano, e può essere assimilata a una scala a chiocciola: le ringhiere sono formate da successioni di sostanze chimiche (zucchero-acido fosforico), i gradini sono formati dall’accoppiamento di altre sostanze ( basi azotate).

La spirale logaritmica è legata alla sequenza dei numeri di Fibonacci (Pisa, 1180-1250), la cui scoperta ed applicazione risalgono l’anno 1202. 
Essa si compone di una serie di numeri a termini interi (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233…), posti in relazione poiché ogni termine successivo è uguale alla somma dei due immediatamente precedenti.

La particolarità è che il rapporto tra due termini successivi si avvicina molto rapidamente al numero decimale 0,618:
1:2=0,500 8:13 = 0,615
2:3=0,667 13:21= 0,619
3:5=0,600 21:34=0,618
5:8=0,625 34:55=0,618
0,618 è definito come il rapporto della sezione aurea, considerata come legge universale dell’armonia.

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Nella moneta da 20 centesimi è rappresentata una celebre scultura dell’artista futurista Umberto Boccioni, dal titolo “Forme uniche della continuità nello spazio “.

La spirale e Boccioni. Il movimento in quiete.

Rappresenta il movimento e la fluidità. L’opera originale, in gesso, si trova in Brasile, una sua copia in bronzo non è mai stata riprodotta nel corso della vita dell’autore. Oggi ci sono diverse riproduzioni della statua. Se si osserva lateralmente la scultura, si può riconoscere facilmente una figura umana in cammino priva però di alcune parti (ad esempio le braccia).

Fonte wikipedia

Boccioni e la prima guerra mondiale.

Umberto Boccioni ( 1882- 1916) è stato un pittore e scultore, nel 1900 si avvicina all’arte moderna e nel 1910 aderisce al futurismo, che era un nuovo movimento artistico nato in Italia e che voleva rivoluzionare il modo di fare poesia, pittura, scultura e musica, e fino al 1914 è parte attiva della direzione futurista.

Nel 1915 l’Italia entra in guerra (la prima guerra mondiale, nota come 15-18). Boccioni, come Marinetti il poeta fondatore del futurismo, é interventista (è a favore della guerra), così si arruola (diventa soldato) volontario assieme ad un gruppo di artisti.

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Durante il suo impegno bellico ( in guerra, da bellum che in latino significa guerra) cambia idea sulla teoria futurista enunciata (scritta) da Marinetti, secondo cui la guerra è «sola igiene del mondo», cioè è utile per pulire il mondo.

Boccioni e la sua epoca.

“La poesia futurista – secondo il poeta Martinetti – dopo aver distrutta la metrica tradizionale (la misura delle sillabe delle parole usate in un verso) e creato il verso libero, distrugge la sintassi del periodo ( le regole per dare un significato esatto alle frasi, che sono in relazione tra loro). La poesia futurista è una corrente spontanea ininterrotta di analogie, ognuna riassunta intuitivamente nel sostantivo essenziale. Dunque, immaginazione senza fili e parole in libertà“.

Testo e analisi della poesia

In una lettera dal fronte (la linea dove due eserciti si scontrano) nell’ottobre 1915 Boccioni scrive che la guerra «quando si attende di battersi, non è che questo: insetti + noia = eroismo oscuro….», cioè aspettando di scontrarsi con il nemico in battaglia, la guerra sono le mosche, le zanzare che ti pungono unita alla noia, tutto questo non corrisponde ad essere eroi, a compiere azioni coraggiose. Nell’agosto del 1916 Boccioni muore per un effetto collaterale della guerra, cioè non è ucciso in combattimento ma muore in modo del tutto accidentale, cadendo dalla propria cavalla, imbizzarritasi (imbizzarirsi, diventare bizzarro, arrabiato) alla vista di un autocarro durante un’esercitazione militare.

appunti di un ragazzo afgano

Effetti collaterali della guerra

poesia futurista

Il palombaro invasore nello stile della poesia futurista