SISTEMA DI NUMERAZIONE ADDITIVO. La civiltà romana per indicare le quantità usò i segni delle lettere dell?alfabeto: I= uno ( un dito ) V= cinque ( una mano ) X= dieci ( due mani ) L=  cinquanta C= cento D= cinquecento M= mille.

I Romani non avevano alcun segno per indicare lo zero.

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Una lapide al Pantheon di Roma. La data é MCCCCXXII
REGOLE NEL SISTEMA DI NUMERAZIONE ADDITIVO ROMANO

Tutti i simboli appartenenti al sistema hanno un valore e ogni numero rappresenta la somma ( o la differenza ) dei valori dei simboli che lo compongono.   

 Prima regola, addizione di segni vicini: se due numeri sono scritti uno dopo l?altro e se il primo è maggiore o uguale al secondo, il secondo deve essere addizionato al primo: 

II= I+I=due;  III= I+I+I=tre ; VI= V+I=sei; VII= V+I+I= sette; VIII= V+I+I+I=otto 

Seconda regola, sottrazione di segni vicini: un numero deve essere sottratto da quello che sta dopo ( il numero seguente ) se esso è minore del secondo: 

IV= V-I= quattro; IX= X-I= nove 

In una filza o stringa, cioè più lettere scritte una dietro l’altra, le due regole si combinano:  le lettere si  prendono a coppie ( due a due ) da sinistra verso destra .

Si parte da sinistra verso destra ma si deve leggere tutto il numero e poi applicare ( usare ) per prima la seconda regola. 

XIX= X+(X-I)=diciannove;    CXLVI= C+(L-X) + (V+I)=centoquarantasei  

MCMXLV=M+(M-C)+(L-X) +V= millenovecentoquarantacinque  MCD=M+(D-C  )=millecinquecento 

DCLXVI=M+D+C+L+X+V+I=milleseicentosessantasei MMXIV=M+M+X+ (V-I)=duemilaquattordici

Altre regole del sistema di numerazione additivo. Numeri superiori a mille

Se sopra un numero romano poniamo una linea, il valore di quel numero viene moltiplicato per 1000. Se poniamo due linee viene moltiplicato per 1.000.000.

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Divieti: i numeri ( V L D ) non si scrivono più di una volta  VV non si scrive  LL non si scrive

I simboli V, L, D non sono posti mai prima di un simbolo con valore maggiore.      

VC  non si scrive  LM non si scrive

I simboli I, X e C possono essere sottratti soltanto una volta a testa nella composizione di un numero romano.

Esercizi. Quarantanove è uguale a 40+9 allora si scrive XLIX 

Novanta nove è uguale a 90+9 allora si scrive XCIX 

Novecento cinquanta è uguale 900 + 50 allora si scrive

CML Novecento novanta nove è uguale 900+90+9 allora si scrive CMXCIX

95=XCV  45=XLV  995= CMXCV  495= CDXCV 499= CDXCIX

Uso dei numeri romani oggi

I numeri romani si scrivono di norma ( regola ) in maiuscolo.

Il loro uso negli scritti in lingua italiana è in genere obbligatorio ( si deve ) nei seguenti casi: l’indicazione di sovrani, di papi ecc; Luigi XIV Re di Francia.

L’indicazione dei secoli; XX sec. si legge ventesimo secolo ed è il periodo che va dal 1900 al 2000.

il numero degli uffici del Comune di Roma nei vari quartieri: XII Municipio il dodicesimo che è a Monteverde;

XI Municipio undicesimo che è a Portuense.

per indicare: i singoli volumi di Enciclopedie,

 le annate delle riviste,

 i numeri di pagina.

La storia è maestra di vita
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epigrafe ( scritta sul marmo) a piazza del Pantheon

Pio VII nel XXIII anno che era papa pretese la demolizione delle Taverne, cioè i bar, e liberò l’area della piazza davanti al monumento, oggi sono ricomparsi.

Giordano Bruno era un filosofo che fu bruciato vivo ( il rogo arse ) nel MD in Piazza Campo de Fiori.A 400 anni dal rogo c’è stato un messaggio con la revisione del processo  voluta dal Papa Giovanni Paolo II (18 febbraio 2000), cioè in pratica il Bruno non fu colpevole.

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Ricordo di Giordano Bruno a Piazza Campo dei Fiori Roma
Straripamento del fiume Tevere nel 1530