Le parole della matematica. Nel passato le lingue usate da civiltà antiche, babilonese, greca, latina, araba. Oggi gli scienziati comunicano con  la lingua inglese. Tuttavia i simboli utilizzati hanno un significato universale.

Emma Castelnuovo: parole in matematica.

In italiano, la parola “angolo” ha tanti significati, oltre a quello matematico; per esempio si dice: “ci troviamo all’angolo della strada…”; o si dice: “sta attento all’angolo di quel tavolo!”. E, ancora: “quella località è proprio un angolo di paradiso!”. Oggi poi si parla spesso di “angolo-cottura”.

La preposizione “per“, nella lingua italiana, si usa come complemento di tempo, di stato, di luogo,… E in matematica, ed è qui la difficoltà per gli stranieri, si utilizza per due operazioni l’una inversa dell’altra: la moltiplicazione e la divisione: si dice infatti “3 per 4”, e si dice anche “8 diviso per 2”.

AGGETTIVI NUMERALI

I numeri cardinali determinano una quantità numerica precisa. Sono invariabili tranne uno che al femminile fa una, e mille che come forma plurale ha –mila

uno, due, tre, quattro, cinque, mille, duemila

Uno inoltre si tronca e si apostrofa secondo le regole dell’articolo indeterminativo: un banco, un albero, un’amica

 I numeri ordinali indicano l’ordine di successione in una serie numerica. Sono tutti variabili nel genere e nel numero, si concordano con il nome a cui si riferiscono come gli aggettivi qualificativi. I primi dieci ordinali hanno una forma propria: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo 

Tutti gli altri, da undici in poi, si formano aggiungendo al numero cardinale il suffisso –esimoundicesimo, dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo, quindicesimo 

ennesimo (= aggiunto a una serie già numerosa) Te lo ripeto per l’ennesima volta!

Da notare: per primo, per secondo, per contorno ecc. indicano le varie portate di un pranzo. Per primo che prendi? …per secondo della carne arrosto.

Gli aggettivi numerali indicano una quantità precisa al nome. Si possono dividere in:

  • Cardinali: sono i numeri naturali, che servono per contare, e interi o relativi con segno (unoduetrequattro, meno tre, meno quattordici  ecc.). Essi sono tutti plurali invariabili eccetto il numero uno. I numeri naturali o interi che finiscono  con uno otto perdono l’ultima lettera (es. venti+uno = ventuno; quaranta+otto = quarantotto). I  nomi con uno, davanti a nome iniziante per vocale perdono l’ultima lettera (es. cinquantun anime). Mille al plurale in unione con altri numeri diventa mila.  Tutti i numeri cardinali in lettere si scrivono attaccati (es. centoquarantasettemila), tranne i multipli di milione e miliardo che si scrivono staccati (es. settanta milioniventidue miliardi, ecc.). I numeri decimali si leggono specificando l’ordine di grandezza dell’ultima cifra della parte decimale: 3,5 tre e 5 decimi, 3,05 tre e 5 centesimi, 3, 5oo tre e 500 millesimi.
  • Ordinali, possono essere scritti in cifre romane (I, II, IV, ecc.), in cifre arabe con apice (3°, 3ᵃ, ecc.), in lettere (ventiduesimo, terzo, ecc.). Essi indicano la posizione all’interno di una successione numerica e concordano in genere e in numero con il nome a cui si riferiscono: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, ottavo, nono, decimo, undicesimo, dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo, quindicesimo, sedicesimo, diciassettesimo, diciottesimo, diciannovesimo. Per i successivi si segue la regola generale di aggiungere al numero cardinale il suffisso -esimo/a. Ventunesimo, ottantatreesimo ecc. 
  • Moltiplicativi, indicano quantità moltiplicate rispetto a un’altra già definita (es. triplodoppioquintuplo, ecc.). Sono sempre scritti in lettere;

  • Frazionari, indicano una quantità frazionata e possono essere scritti in lettere o in cifre arabe. Al numeratore troviamo un numero cardinale mentre al denominatore un numero ordinale (Es. quattro quarti, ⅖, ecc.). Fanno parte di questa categoria anche gli aggettivi metà e mezza (Es. metà torta).
  • Distributivi, indicano, appunto, una distribuzione numerica (es. a tre a trea due a due, ecc.)

  • Collettivi, sono in grado di sintetizzare in una parola un gruppo numerico (ambedueentrambi). Anche se la maggior parte dei numerali appartenenti a questa categoria sono nomi e non aggettivi (es. decinaterzettoduettotrio, ecc.).