Memorie di vita

Memorie di vita: l’alimentazione negli anni 1935-40.
Ricordi degli anziani del centro Nuova Socialità.
( anno scolastico 2000-2001 )

raccolte da Cristina e Gianni.

All’epoca l’Italia era un paese basato sulla civiltà contadina, le famiglie non erano ricche, tuttavia il loro modo di cucinare essenziale può essere oggi un modello da apprezzare. Questa ricerca è intercalata da alcuni proverbi o detti  che quasi fanno parlare le ricette, l’arte del cucinare è anche saggezza.

Avevamo fame ma si mangiava sano. ( Memorie di vita )

La pasta veniva venduta sciolta ad etti, così come la conserva di pomodoro con cui si preparava il sugo: un uovo era costoso, il pollo si mangiava a Natale e a Pasqua. 

A tavola si conosce l’uomo.

Lunedì

•   Gli ingredienti per il brodo erano: bollito di carne, cipolla, sedano, carote; se era stagione, anche pomodori (ciliegine o pachini).
•    Nel brodo si metteva: il riso, o le patate e a volte le zucchine a pezzi.
•    A cena si cucinava la carne alla “picchiapò”, cioè il bollito ripassato in padella con olio, cipolla e conserva; come contorno: verdure di stagione.

memorie di vita

Chi non può mangiare sodo
lecchi il miele
e beva il brodo.

Martedì

•    Mettevamo a bagno tanti fagioli, secchi o freschi, la sera prima.
•    Una parte si cucinava con le cotiche di maiale.
•    Gli altri si usavano per preparare pasta e fagioli.
•    Potevamo metterci: cannolicchi, a cilindro o rintorcinati,  spaghetti spezzati,  spesso si mischiavano i vari tipi di pasta disponibili in casa. 

A fame pane,
a sete acqua
a sonno panca.

Mercoledì

•    La minestra era un classico:  spesso “pasta e patate” o “pasta e broccoli,  se era stagione “pasta e piselli”.
•    Più spesso si cucinava la zuppa di verdure, cioè “il minestrone”.
•    Era usanza mettervi la crosta del parmigiano, che ammorbidendosi diveniva gustosissima, e     Il pane secco, che si abbrustoliva al fuoco.

Sette cose fa la zuppa :
leva la fame
e la sete tutta,
sciacqua er dente,
empie er ventre,
fa smartire,
fa abbellire,
fa le guance colorire. 

Giovedì

•    Facevamo colazione con il latte, noi bambini dovevamo scendere in strada per prenderlo dal lattaio che passava ogni mattina.
•    A merenda si mangiavano: gli svizzeri ( cioè dei maritozzi ), a volte pane e mortadella oppure il castagnaccio.
•    Giovedì … Gnocchi, era una usanza talmente diffusa che  è rimasto un modo di dire.

 memorie di vita

Mangiar poco e  raffinato dà piacere anche al palato.

Venerdì

Pasta e ceci e Baccalà
•    I ceci  venivano messi “a mollo” ( in acqua) un giorno prima.
•    Venivano  lessati insieme al rosmarino (c’era chi lo metteva in un sacchetto), sale e due spicchi di aglio. A Roma si preparava pasta e ceci, con olio, aglio, conserva e rosmarino, mentre a Napoli  la minestra veniva in bianco perché si usavano solo olio, aglio e prezzemolo.
•    Il baccalà veniva messo a mollo due giorni prima.
•    Compravamo le  qualità  “san giovanni” o  “filettone”, che costava poco come lo  stoccafisso, che era più secco, più duro e trattato diversamente con il sale.
•    Si lessava e poi si ripassava in padella: a Roma con olio, conserva, cipolla, zibibbo ed olive (senza sale),  a Napoli  in bianco con origano, mentre a Torino si tagliava a quadretti, si infarinava e si friggeva insieme alla cipolla.

L’appetito non vuol salsa.

Sabato

•    Sabato …Trippa: la “cuffia” era la parte più buona, la “cento pelli”, più fina, si preparava la trippa al sugo.
•    Altre pietanze erano: la “coda alla vaccinara”, i “granelli” fritti, le “frattaglie”, il “sanguinaccio”, i “zampetti di maiale” lessati e conditi con salsa verde: aglio schiacciato, acciughe, prezzemolo, capperi, olio, sale, pepe, limone o aceto. 

Con dieta, movimento e acqua pura qualche annetto si assicura.

Domenica

•    Ogni domenica si mangiava la pasta fatta in casa: la mamma stendeva la sfoglia, poi preparava fettuccine per il pranzo e quadrucci per la minestra della cena.
•    La carne si acquistava lo stesso giorno o la sera prima: fettine, carne tritata, stufato, pajata (cioè le viscere dell’agnello).
•    A volte si cucinavano rigatoni al sugo di pajata.

 memorie di vita

Il cibo gradito è  meglio digerito.

Saper improvvisare con gli ingredienti a disposizione è pura arte del cucinare. ( Memorie di vita ).

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