Meteorologia è una parola composta  che viene dal greco ” logia ” ( discorso su, scienza che studia ) e “meta” ( sopra ) ” eora ” ( sospeso ).   La meteorologia studia l’atmosfera terrestre e la natura, le leggi e la distribuzione dei fenomeni atmosferici. Essa è un ramo della geofisica.

Meteorologia nell’antichità.

Fin dall’antichità l’uomo osservò i fenomeni atmosferici. Parecchi filosofi  greci ( Socrate, Teofrasto, Pitagora, Democrito ed Ippocrate ) studiarono l’atmosfera. Nel 340 a.C. Aristotele scrisse un trattato la “Meteorologia” in cui si occupava dello “studio di cose sollevate da terra”.
Nel XVII secolo Cartesio, Galilei e Torricelli  si interessarono allo studio della disciplina adottando il metodo scientifico: una sistematica raccolta dei dati che portava ad enunciare leggi fisiche basate su misurazioni strumentali. Tra il 1650 e il 1750 furono inventati strumenti di misura indispensabili: il barometro, l’igrometro e il termometro.
Newton, Pascal, Mariotte Boyle studiarono i fenomeni atmosferici e fecero molte scoperte. 

Lo sviluppo.

Tra la fine del XIX sec. e gli inizi del XX sec., grazie alle scoperte della termodinamica ( la scienza che studia le trasformazioni di lavoro meccanico in calore e viceversa), la meteorologia divenne una disciplina autonoma. Si organizzarono reti di osservazione per la raccolta di dati che permisero di descrivere le condizioni meteorologiche di vasti territori e di predirne i cambiamenti.